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Il Carlino già negli anni ’40, ma anche l’Associated Press e tante testate nazionali, Walter è l’occhio di maestri come Enzo Biagi, Orio Vergani, Sergio Zavoli: loro raccontano a parole lui a immagini. E a volte, spesso, in realtà, un’immagine dice molto di più. Basta guardare le foto scattate ai processi al boia di Marzabotto Walter Reder, o a Carlo Nigrisoli (uno dei prima casi giudiziari mediatici italiani grazie anche alle sue immagini), quelle facce, quelle tensioni… e poi sport, spettacolo, cultura: nel suo obiettivo finisce tutto, e per fortuna. Perché nei suoi oltre 200.000 negativi c’è molta se non tutta la nostra città tra gli anni ’50 del secolo scorso e il 2000 che l’ha visto partire per l’ultimo reportage.
Se uno vuole sapere com’era Bologna e come eravamo noi può chiedere ai suoi occhi: il suo immenso catalogo, fortunatamente è stato conservato e pubblicato. Ci ha pensato la casa editrice Minerva, altro baluardo storico e letterario della nostra città, con la realizzazione di molti volumi a lui dedicati. Si tratti di sport (dei tempi di quando ancora si giocava a basket in Sala Borsa, il Bologna faceva tremare il mondo e Francesco Cavicchi le suonava a tutti), delle storiche nevicate sotto le Due torri, dei tram che sferragliavano per via Ugo Bassi, del Crescentone gremito delle nostre facce e delle nostre storie.
Nel suo obiettivo è finito tutto. E adesso è per sempre memoria. Click.