A una domanda sull’inflazione di festival che corrono ormai lungo la via Emilia, l’assessore regionale alla Cultura Massimo Mezzetti ha risposto invitando eventuali nuovi progetti a pensare a una ‘mucca viola’. Un invito a farsi venire idee che abbiano davvero qualcosa di originale, altrimenti meglio lasciar perdere. Lo spunto alla base del “Biografilm”, il racconto di vita, il ‘biopic’, espresso attraverso la fiction o il cinema documentario poco importa, appare oggi più vivo che mai. Confermando la bontà dell’iniziale intuizione di Andrea Romeo, che nel 2020 firmerà la sua ultima edizione come direttore. Prima di lasciare il testimone alla già designata Leena Pasanen, finlandese proveniente dallo storico festival tedesco “Dok Leipzig” che lo affiancherà già a partire da dicembre. Dal 7 al 17 giugno in una decina di sale del centro di Bologna il “Biografilm” porterà grandi epopee sportive, dal Maradona di Asif Kapadia, che sarà a Bologna – Maradona non è andato nemmeno a Cannes e al momento sembra avere altri problemi da risolvere – al Muhammad Alì di Antoine Fuqua, regista di “Training Day”. Nel resto di un programma gonfiatosi negli anni a dismisura e arrivato alla misura extralarge dei festival attuali, si potranno vedere politici ben noti, dal Gorbaciov di Werner Herzog al Romano Prodi del duo Francesco Conversano e Nene Grignaffini. E poi ospiti come Christo e la fotografa palermitana Letizia Battaglia, premiata così come il regista cileno Patricio Guzmàn, l’ex sindaco di Bogotà Antanas Mockus e l’attore francese Fabrice Luchini. Si farà poi festa per i trent’anni della Fandango, casa di produzione fondata nel 1989 da Domenico Procacci, di cui verranno riproposti otto film significativi. A festeggiare arriverà anche Luciano Ligabue, scoperto come regista proprio da Procacci nel lontano “Radiofreccia”. Alcuni film arriveranno dall’americano Sundance Film festival di Park City, a cui sarà dedicato un omaggio, mentre altri ospiti saranno Costanza Quatriglio, gli attori Sandrine Kiberlain e Benoit Poelvoorde, Carla Fracci, per la musica Lo Stato Sociale, Maurizio Carucci degli Ex-Otago, Manuel Agnelli e Anastasio. L’invito è però a guardare tra le pieghe del programma, per scoprire personaggi stimolanti e storie poco note ma promettenti. Come  “Luther Blissett” di Dario Tepedino sul collettivo di scrittori bolognesi, “Vivere che rischio” di Mellara e Rossi sull’oncologo bolognese Cesare Maltoni, “Maurizio – Il sarrismo” sull’ex allenatore del Napoli, “Cold Case Hammarskjold”, reportage sulla morte sospetta dell’ex segretario dell’Onu.

www.biografilm.it

Piero Di Domenico