Ben 36 anni di vita, decine di campioni, migliaia di giocatori, centinaia di arbitri. E ancora 288 pagine e quasi 200 foto firmate da Gianni Schicchi. E’ il volume “Playground Bologna a canestro sotto le stelle Dalla A di Abbio alla Z di Zunarelli: 300 storie dal campetto dei Giardini Margherita” che Alessandro Gallo ha scritto per Minerva Edizioni (20 euro).

Al di là di titolo e sottotitolo chilometrici – che però regalano anche una sintesi immediata del contenuto – si tratta di un volume agile che si può leggere tutto d’un fiato, dall’inizio alla fine. Oppure a piccolo tocchi, personaggio per personaggio. Non c’è una scansione temporale ma, appunto trecento personaggi (mescolati alle storie) che hanno contribuito a rendere leggendario il torneo.

La prefazione è di Franco Caniato, responsabile della redazione sportiva de il Resto del Carlino, che si è soffermato, in modo toccante, sulla figura di Gianni Cristofori, al quale verrà intitolato il campetto dei Giardini Margherita e dal quale l’autore è ripartito, per ricostruire un’idea che si era già fatto libro nel 2002.

Roberto Mugavero, titolare di Minerva, ha completato un’operazione efficace anche perché le richieste, negli anni, di tornare sul torneo all’aperto più bello d’Italia c’erano. E dentro ci sono le storie di Mario Boni, che gioca nonostante sia squalificato (1994), di Andrea Niccolai, che scende in campo sul cemento nonostante sia appena stato pagato 13miliardi di vecchie lire da Roma. L’arrivo a sorpresa di Mike Brown che gioca negli Utah Jazz (1990), le follie, agonistiche, a più riprese di Sugar Richardson. L’addio a Bologna di Ettore Messina, l’addio al basket giocato di Paolino Moretti. Il saluto e la trombetta di Giampiero Ticchi, la figura leggendaria del Dado, il tecnico da campetto capace di fare l’aiuto allenatore dei due coach avversari nella stessa partita. La presenza di un ministro, Gian Luca Galletti (all’epoca semplice assessore), due rettori (Ivano Dionigi e Francesco Ubertini), uomini di cultura e artisti, Concetto Pozzati, che accettano di fare il coach.

Insomma, la lettura migliore per l’estate. Per chi non può fare a meno di BasketCity e della Città dei Canestri.

Alessandro Gallo