“In più c’è la stampa, appunto; questa tecnica stupefacente, che come un incendio d’estate secca e ventosa, si sviluppa giorno dopo giorno, ci dà idee in quantità per inviare lontano e più velocemente i messaggi e gli incitamenti che raggiungono i fratelli, spuntati come funghi in ogni anfratto del paese”. È Q che parla, il fantomatico protagonista del romanzo, pubblicato dal collettivo bolognese Luther Blissett esattamente 20 anni fa ma che ben si può adattar all’oggi, alla nuova supremazia della rete, dei social. E parte da quella frase la mostra Come un incendio d’estate secca e ventosa. Vent’anni di Q, un libro rivoluzionario tra storia della stampa e Riforma allestita alla Biblioteca dell’Archiginnasio proprio per festeggiare il compleanno della pubblicazione.

A curare l’evento sono stati due bibliotecari dell’Archiginnasio, Marcello Fini e Michele Righini, insieme ai Wu Ming, che hanno spulciato nel ricco patrimonio della raccolta in piazza Galvani.
“Ci siamo resi conto che nei nostri archivi ci sono moltissimi documenti sia sulla diffusione della stampa nel XVI secolo, sia sulla controversa Riforma – spiega Michele Righini -. Ne abbiamo selezionato un centinaio allestiti in un percorso che si completa con pannelli che raccontano la fortuna del romanzo, la sua genesi e le diverse forme che ha assunto. Ma abbiamo ulteriormente documentato la nostra ricerca con un sito in cui abbiamo messo in fila moltissimi altri documenti”.
In mostra – reale e virtuale sul sito http://bimu.comune.bologna.it/biblioweb/mostra-ventennaleq – ci sono numerosi testi a stampa del XVI secolo, le pubblicazioni con gli indici dei libri proibiti e i libri che recano le censure, con il nome di Lutero cancellato o dei veri propri tagli nelle pagine. Poi ai testi si accompagnano i ritratti dei protagonisti del romanzo, da quello di Lutero a quello di Gian Piero Carafa, che osteggiò la Riforma e poi fu eletto Papa Paolo IV, e le mappe dell’epoca delle città in cui si svolge il romanzo. Non manca quindi “Il Beneficio di Cristo”, tra i più discussi testi sacri del Cinquecento al centro della terza parte del romanzo ma che negli anni Settanta era già stato spunto per un seminario e poi per un libro, “Giochi di pazienza”, curati da Carlo Ginzburg e Adriano Prosperi.
I due studiosi saranno protagonisti di un incontro, insieme a Wu Ming, in occasione dell’inaugurazione della mostra martedì 4 giugno alle ore 17.

1 – Cart. X n.103

È un’esposizione che in fondo parla del potere rivoluzionario della stampa e della parola che nel Cinquecento fu fondamentale per la nascita e la diffusione della Riforma protestante e che Luther Blissett hanno adottato, in modo nuovo, per scardinre le regole e i rapporti tra autori ed editore, tra autori e lettori: basti ricordare che sulla copertina della prima edizione era stampata la scritta “È consentita la riproduzione, parziale o totale dell’opera e la sua diffusione in via telematica a uso personale dei lettori, purché non sia a scopo commerciale”.
“Lo scopo della mostra è mostrare la ricchezza del nostro patrimonio ma anche come l’Archiginnasio possa essere utile non solo per gli studiosi ma anche nell’ispirare nuove forme creative”, chiosa Anna Manfron, direttrice dell’Istituzione Biblioteche.

Apertura fino al 30 novembre, dal lunedì al sabato dalle 9 alle 19; domenica e festivi dalle 10 alle 14. I curatori terranno visite guidate, gratuite e sempre alle ore 17.30 nei giorni: 11 giugno, 27 giugno, 8 luglio, 5 agosto, 9 settembre, 9 ottobre, 22 ottobre.

Paola Naldi